domenica 17 gennaio 2021

Altri danni alla vegetazione dell'Isola dell'Unione

Dopo l'abbattimento delle robinie per far posto al parcheggio multipiano l'Isola dell'Unione è stata funestata da un altro intervento dannoso, mascherato questa volta da "normale manutenzione". Ma di normale questo intervento non ha nulla alla luce di una aggiornata conoscenza della fisiologia vegetale o del semplice buon senso. Cos'è successo? Tutti i gruppi di arbusti del parco che occupa la parte nord dell'isola sono stati capitozzati all'altezza di un metro.

In pratica a colpi di motosega sono stati tutti privati della chioma verde e ridotti a pochi tronchi che ascendono al cielo come dita mozzate. Si tratta in gran parte di pittospori ed evonimi che formavano macchi compatte alte tra i 2 e i 3 metri. La rimozione della chioma (capitozzatura) è un evento estremo che costringe le piante a un bivio: far di tutto per reagire aprendo le gemme di emeergenza o collassare morte. Le piante erano in buone condizioni e non avevano certo bisogno di un trattamento del genere. Considerato anche la ventosità e la salsedine dell'area i nuovi germogli che di certo gran parte delle piante metteranno a primavera avranno difficoltà a svilupparsi per bene e ci vorranno almeno un paio di anni a nascondere pudicamente i gravi tagli che i nostri giardinieri hanno effettuato.

Sì, sono stati i nostri giardinieri a portare avanti lo scempio. Abbiamo pagato qualcuno (la cooperativa Giotto nel caso specifico) per fare danni al nostro patrimonio verde. Provvederemo a denunciare il caso, come violazione del regolemanto del verde. Ma, alla luce di altri esempi clamorosi del passato, dubitiamo che i responsabili verranno multati. Non possiamo però tacere e quindi faremo di tutto per informare l'opinione pubblica dell'assurdità di interventi come questo per evitare che si ripetano in futuro.

venerdì 15 gennaio 2021

Amico Giardiniere a difesa dei pioppi pugliesi insieme ai Verdi Ambiente Società

Accolgo con sollecitudine l'invito che mi ha fatto Maria Teresa Corsi dell'associazione Verdi Ambiente e Società a contribuire alla discussione sugli errori commessi dal Comune di Nardò che hanno portato all'abbattimento di uno dei pioppi monumentali della scuola Aristide Gabelli di Nardò, cittadina leccese, e la capitozzatura dei due restanti. Si trattava di tre vigorosi pioppi neri (populus nigra) tradizionale presenza delle nostre pianure e lungo i corsi dei fiumi dal Nord al Sud della nostra Bella Italia.

Alcuni anni fa avevo lanciato proprio un'iniziativa a favore dei pioppi battezzata, un po' scherzosamente, "fronte per la liberazione dei pioppi".Il caso concreto fu quello di convincere l'azienda bilogica Il Rosamarino di Marcon (VE) a "liberare" un superbo e giovane (forse quarantenne) pioppo che era stato circondato da una legnaia il cui tetto di lamiera iniziava ad essere inglobata dalla corteccia ferendo l'albero. L'azienda si era resa disponibile e lavorando con pinze e flessibile avevamo dato aria e nuovo spazio vitale all'albero riconosciuto come caratterizzante e motivo di orgoglio dei titolari. I pioppi vengono spesso capitozzati (cioè privati della chioma) secondo l'uso contadino che aveva bisogno di legna da ardere e pali di sostegno. I pioppi sono generosi di gemme avventizie e sprizzano in tutte le direzioni giovani rami lavorando alacremente e rifarsi una chioma e riparare le ferite che però non guarisono mai, portando progressivamente al marciume il cuore dell'albero che diventerà inevitabilmente cavo con gli anni e quindi più vulnerabile alle rotture.

La vicenda di Nardò putroppo non mi stupisce: quante volte ho raccolto storie, anche in prima persona, di alberi monumentali o addirittura secolari menomati, portati alla morte e abbattuti in barba alle leggi. Un denominatore comune di tutti questi interventi è sempre stata la pochezza professionale di chi avrebbe dovuto tutelarli, ovvero i dipendenti comunali preposti. La realtà è che nei piccoli comuni e piccole città spesso mancano le figure professionali adatte (dottori forestali, giardinieri ben formati) e le decisioni chiave vengono prese da aziende che hanno vinto appalti avvallate da assessori all'ambiente troppo spesso incompetenti.

Nella mia città seguo con interesse la politica da una decina d'anni e dei molti che si sono susseguiti a questo incarico nessuno aveva le idee chiare di come andava gestito il patrimonio verde pubblico e ambientale della città. I più umili si affidavano all'ufficio Ecologia e altri se ne disinteressavano. Le leggi nazionali di tutela ci sono, come sono chiare le indicazione di censire e incrementare ogni anno il patrimonio arboreo cittadino ma le sanzioni, in caso di omissioni o violazioni, sono risibili e raramente esigibili. Spero che la causa intentata dall'associazione VAS con l'appoggio della presidenza nazionale potrà andare a buon fine.

E qui posso testimoniare una seconda costante dei casi di malversazioni su alberi monumentali: sempre più persone si rendono conto del loro valore e hanno il coraggio di dire NO, passando anche alle vie legali quando possibile ma ribadendo con sempre maggior forza il valore e la necessità di tutelare il patrimonio arboreo e, più ampiamente, ecologico di ogni piccolo o grande comune italiano. Gli alberi sono di certo i nostri più preziosi alleati per migliorare la qualità dell'aria, il ciclo dell'acqua, la riduzione della forza dei venti e la tutela del suolo.

Prendersi cura di quelli secolari, come anche di quelli monumentali che saranno un domani alberi secolari per i nostri nipoti, è un po' come prendersi cura dei nostri anziani, delle memorie che solo loro custodiscono e pre questo credo fermamente che sia un dovere civico e morale.

prof. Francisco Panteghini
presidente dell'Associazione Amico Giardiniere

foto di CSA Nardò e dell'autore

Per ulteriori approfondimenti leggi: https://www.vasonlus.it/invece-di-censire-e-tutelare-il-suo-patrimonio-naturale-il-comune-di-nardo-abbatte-i-suoi-alberi-monumentali/

domenica 10 gennaio 2021

Storia e progetti dell'Associazione di Promozione Sociale Amico Giardiniere

 Sai chi è Amico Giardiniere?


L’Associazione ambientalista Amico Giardiniere non è nata a Chioggia, ma a Mestre nel non troppo lontano 2013. Siamo quindi un’associazione ancora giovane e piena di entusiasmo, voglia di fare, bene, e desiderio di dare il nostro contributo alla comunità. 


Abbiamo iniziato con un progetto che prendeva il nome di Verde Ospitale Samvise Gamgee proprio nel 2013, a Mestre, che consisteva nel recuperare piante scartate per svariati motivi, rimettendole a dimora. Purtroppo il progetto si è dovuto concludere nel 2015; i soci volontari erano troppo pochi per un impegno così importante.


A Chioggia siamo arrivati per una serie di giornate ecologiche orientate alla pulizia dei canali cittadini e degli argini lagunari, ma questa attività, portata avanti nel tempo non è l’unica su cui ci impegniamo. Anno dopo anno facciamo passi avanti.



Nell’ambito dell’Amministrazione Comunale clodiense abbiamo presentato, all’allora assessore all’ambiente, una bozza di regolamento del verde cittadino, bozza che nel 2017 è stata approvata come regolamento del verde e che, in buona parte delle sue norme, riprende le proposte presentate dall’Associazione. 


Nel frattempo, alternando il nostro impegno tra Chioggia e Mestre, abbiamo sostenuto la maratona contro la devastazione ambientale proposta dai Beati Costruttori di Pace, alcuni di noi aderendo anche allo sciopero della fame proposto; nel 2014 abbiamo organizzato iniziative di pulizia dei parchi pubblici di Mestre; abbiamo siglato con l'ente Grandi Parchi del Comune di Venezia un accordo per la gestione del Roseto del parco Bissuola.

E abbiamo partecipiamo inoltre al forum per il contratto di fiume del Marzenego.


A Chioggia, negli anni, ci siamo dedicati alla promozione di moltissime giornate ecologiche che hanno interessato parchi, gli argini lagunari e la diga foranea, mete di tante passeggiate dalla popolazione clodiense e dai tanti “foresti” che arrivano in zona ma troppo spesso trattate come cestini dei rifiuti.



Non sempre ci impegniamo da solisti, molte volte le nostre sono imprese corali, sostenute da Amico Giardiniere con altre associazioni, come nel 2017 quando con Fare Verde e Apnea Doc ci si è dati da fare per la pulizia di Riva Vena a Chioggia e del litorale di Sottomarina e quando, nello stesso anno, ci si è attivati con l’Associazione Lagunari e il Comitato per il Forte San Felice per la pulizia dell’area circostante la storica struttura militare.

Nel voler condividere e partecipare con altri verso un fine comune, Amico Giardiniere e Lipu hanno promosso una iniziativa comune per la pulizia della spiaggia dell’Oasi di Ca’ Roman e la tutela della nidificazione dei fratini.


 

Nel 2013 è nata l’iniziativa che portiamo avanti anno dopo anno e che tutt’ora ci distingue: Lusenzo nel Cuore, un progetto che riunisce varie associazioni sotto il binomio sport e natura e che si conclude con una festa sulla laguna del Lusenzo



Ma non siamo un gruppo chiuso: amiamo condividere e negli anni abbiamo promosso corsi per condividere le nostre esperienze, il nostro amore e la nostra passione per l’ambiente e il verde.

Abbiamo organizzato quindi corsi di formazione, abbiamo partecipato a conferenze presso altre associazioni; abbiamo parlato di tecniche di giardinaggio, della gestione del verde pubblico, di tutela degli alberi.

Nel 2015 abbiamo organizzato con il Comune di Codevigo (PD) un corso di formazione sulla gestione del verde pubblico; a Chioggia abbiamo promosso un incontro pubblico per presentare i contenuti ecologici presenti nell’Enciclica di Papa Francesco Laudato Sii.



Abbiamo organizzato, e continuiamo a farlo, giornate giocose per  coinvolgere chi lo desidera ad immergersi nel verde, come nel Bosco Nordio dove abbiamo organizzato nel corso degli anni cacce al tesoro, o giornate dedicate all'esplorazione per il pubblico più piccolo come il Gioca Natura organizzato nel 2016

Abbiamo presentato progetti di collaborazione con le scuole, nel 2016 abbiamo messo le basi per una iniziativa con l’Istituto Comprensivo Chioggia 1, progetto che ha preso il via l’anno successivo coinvolgendo le scuole Marchetti, Padoan e Gregorutti.

Nell’occasione i piccoli alunni hanno imparato a curare le piante in vaso, infarinati da alcune lezioni teoriche ma facendo anche tanta esperienza pratica. Nell’ambito del progetto abbiamo riqualificato i giardini che circondano le scuole Padoan e Marchetti e nei giardini di quest’ultima abbiamo anche avviato un orto.

Sempre nel 2016 abbiamo iniziato una collaborazione anche con la scuola materna di Cavanella d’Adige di Chioggia.

Mentre nel 2020 la nostra collaborazione con l’Istituto Comprensivo Chioggia 5 ha dato vita al progetto “Orto didattico e tempietto del verde” sui giardini della scuola. 


Ci teniamo a render bella la nostra città e nel 2020 abbiamo “adottato” le fioriere sulla passerella pedonale che attraversa Canal Vena a Chioggia e che sono state ingentilite con speciali e uniche raffigurazioni pittoriche. 



Vogliamo conoscere, guardare e ammirare la natura, e negli anni ci siamo organizzati per recarci a Fossalta di Portogruaro per vedere con i nostri occhi la quercia secolare e a Cervara per immergerci nell’oasi naturalistica; abbiamo portato scolaresche in gite per conoscere gli ambienti verdi dei parchi.



Ma le nostre iniziative cercano di sensibilizzare la popolazione clodiense e l’amministrazione comunale verso temi importanti e di spessore, come è successo nel 2016 quando abbiamo proposto una interrogazione consiliare sulle capitozzature dei pioppi alla darsena Mosella, pioppi che nel giro di pochi mesi, grazie al nostro intervento, sono stati sostituiti senza aggravio per il Comune.
E nel 2017 quando l’Associazione ha aderito al comitato contro la costruzione dell'impianto GPL a Chioggia, o quando, nello stesso anno, abbiamo richiesto al  Comune il rispetto della legge “un albero per ogni nato”, legge che, a Chioggia, non è mai stata applicata.

Sempre al 2017 risalgono la petizione per una legge che vieti la mutilazione degli alberi (in collaborazione con i Giardinieri BioEtici, Lipu Veneto, Fare Verde - testo completo su change.org) e il sit-in di protesta contro l'avvelenamento dei platani di campo Cannoni a Sottomarina.



Le nostre iniziative non passano inosservate, la stampa locale le riporta puntualmente sulle edizioni cartacee e sull’informazione on-line.

I nostri soci non sono numerosi ma si impegnano direttamente, in prima persona, in tutte le iniziative che l’Associazione decide di intraprendere nelle situazioni di lotta al degrado, riqualificazione, valorizzazione del patrimonio verde; siamo stati, e siamo tuttora, promotori e partner di numerose iniziative.


Abbiamo tanti progetti da portare avanti che interesseranno la valorizzazione della qualità ambientale della laguna e delle aree verdi con pulizie periodiche, vogliamo proporre escursioni, fare formazione, sensibilizzare, rendere consapevoli dell’importanza della cura dell’ambiente a cominciare dalle scuole.

Vogliamo continuare a promuovere attività di gioco in natura per i bambini; e riteniamo indispensabile fare attività di vigilanza sull'applicazione del regolamento del verde cittadino.


Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

Se lo desideri puoi contribuire: puoi iscriverti all’Associazione dedicandoci il tempo che ritieni necessario, quando puoi e come puoi, o, se preferisci, puoi dare un contributo economico utilizzando il seguente

IBAN IT79U0708420900049010020783 

BIC ICRAITRRU40

sulla Banca della Marca

Il tuo aiuto verrà utilizzato al meglio.


 TAM TAM

Ieri, 9 gennaio 2021, c'era un vento di bora che sferzava gelido in riva al mare, ma, nonostante ciò, il tam tam che si è diffuso nelle varie chat tra giovani e meno giovani, ha portato un bel po' di persone nella battigia verso la figa foranea di Chioggia, nella zona del Cayo Blanco.


Non c'era un assembramento: lo spazio che offre la spiaggia permette molto più del metro di distanza imposto dal DPCM riservato alla zona arancione riguardante il sabato e la domenica in cui il Veneto è andato a cadere questo fine settimana e in cui cadrà anche nei prossimi giorni a venire.

C'erano membri dell'Associazione Amico Giardiniere e tanti giovani che "veramente non so con chi sono qua, ma l'idea era bella e ci siamo aggregati"


Muniti di capienti sacconi neri e di guanti, indispensabili in questo contesto, vestiti alcuni come palombari per proteggersi dal freddo (io), dalle due del pomeriggio hanno iniziato a raccogliere tutto ciò che di plastica il mare aveva portato a riva nelle ultime mareggiate, mescolando ciò che è lecito (foglie, rami, conchiglie) con ciò che lo è meno (bottiglie, retine, involucri vari e ben altro).



Per fortuna solitamente la plastica ha colori belli vivaci, almeno non serve cercare molto per poterla recuperare, e, purtroppo anche ieri ne è stata recuperta molta.

Tanti sacchi, alcuni più pieni, alcuni meno (i miei, ma giuro che pesavano) che a fine raccolto sono stati portati nei pressi della strada dove la sera stessa o il giorno dopo avrebbe potuto fermarsi Veritas per poterli raccogliere.


Ma non solo al Cayo Blanco, ieri, si è provveduto a fare un po' di pulizia.

C'è stato chi ha scelto come meta l'Isola dell'Unione, provvedendo a raccogliere bottiglie e lattine lasciate vuote da chi pensa che lasciar simili tracce di se sia proficuo e intelligente e che ritiene che incastrare il pattume tra i rami delle siepi sia un gioco irrinunciabile.



Ma per fortuna sono solo alcuni a pensarla così, altri preferiscono agire in modo diverso.

Se tu fai parte degli altri, puoi aggregarti alle iniziative dell'Associazione Amico Giardiniere.

Durante una sana passeggiata ecologica in riva al mare, a respirare aria buona, la nostra, quella del mare di Sottomarina, unendo il dilettevole all'utile.

O in compagnia, chiamando Francisco al 3287021253

domenica 3 gennaio 2021

 Il primo raccolto dell'anno

Al primo raccolto dell'anno nella zona del Forte San Felice a Sottomarina, si sono dedicati oggi, 3 gennaio 2021, Paolo Penzo e il presidente dell'Associazione Amico Giardiniere, Francisco Panteghini, che, armati dei soliti capientissimi sacchi neri e di tanta buona volontà,

si sono avvicendati nel raccogliere la tanta plastica che, talvolta portata dal mare e talvolta gettata da persone inconsapevoli del danno che può provocare, si sofferma tra gli anfratti della struttura.




Anche questa volta il raccolto è stato purtroppo fruttuoso, in poco più di un'ora i due volenterosi hanno raccolto ben 5 sacchi di rifiuti e perfino due boe.

Ma come dice Francisco: "Il nostro mare ha bisogno di essere ripulito e bisogna darsi da fare"





Anche tu puoi fare la tua parte per ripulire il nostro territorio, la tua spiaggia, i luoghi belli in cui vivi con le persone che ami.

La somma di piccoli gesti gentili può fare la differenza e questo luogo meraviglioso tra mare e laguna se lo merita.


Puoi dedicarti a una passeggiata ecologica, raccogliendo ciò che deturpa il tuo paesaggio e buttando i sacchi del tuo raccolto al più vicino bidone per la spazzatura.

Ma se vuoi farlo in compagnia basta che fai un cenno a Amico Giardiniere chiamando Francisco allo 3287021253 o inviando una mail a info@amicogiardiniere.it

 Grandi pulizie al Forte San Felice

28 giugno 2020


Quando si è convinti di fare la cosa giusta non c’è nulla che possa fermare le buone intenzioni, e così è stato il 28 giugno 2020.



Il caldo afoso e il sole abbacinante sarebbero stati perfetti per una giornata in panciolle adagiati su una sdraio davanti a un bel bicchiere di the fresco, complici il riflesso del mare e il bianco dei sassi della diga, ma ciò nonostante una trentina di impavidi e volenterosi si sono dati appuntamento non per fare un bagno in buona compagnia ma per dare un aspetto più decoroso a una delle aree più belle del nostro litorale, quella del Forte San Felice e delle barene che lo attorniano.


L’operazione di pulizia, organizzata dall’Associazione ambientalista Amico Giardiniere e patrocinata dal Comune di Chioggia, si è svolta in mattinata.

Ai volontari dell’Associazione si sono aggiunti, per portare avanti l’iniziativa, alcuni membri del Comitato Forte San Felice, e sono stati in molti coloro che hanno collaborato avendo Chioggia nel cuore pur non vivendoci.



Nel rispetto del DPCM in vigore con il mantenimento delle distanze, i sacchi di rifiuti raccolti sono stati molti; e molta la plastica che, gettata in mare, rischiava di diventare alimento mortale e trappola per la tanta la fauna che lo popola.



La zona del Forte può diventare un gioiello incastonato nel verde, meta di quel turismo rivolto alla storia ma che riesce a rivolgere una particolare attenzione anche agli ambienti unici e tipici della Laguna Veneta. 

Ma se vogliamo che chiunque lo desideri possa soffermarsi a riempirsi gli occhi, e il cuore, della bellezza del luogo e dell’aria che vi si respira, non possiamo permettere che i rifiuti ne deturpino l’incanto.

Sta a noi per primi rispettare ciò che è nostro e la zona del Forte è nostra, come nostra è tutta la natura che ci circonda, per la quale dovremmo assumerci la giusta responsabilità.



sabato 2 gennaio 2021

Puliamo l’Isola dell’Unione


Non pensavano di dover fare una caccia al tesoro, i volontari dell’Associazione ambientalista Amico Giardiniere di Chioggia quando, la mattina del 25 ottobre 2020 si sono incontrati all’Isola dell’Unione, muniti di grandi sacchi per l’immondizia.



E, infatti, non sono state necessarie mappe e indicazioni sibilline per trovare ciò che stavano cercando; è bastato loro girare lo sguardo sulle bellissime siepi di pitosforo che, imperterrite, facevano bella mostra di sé, per capire che, forse, il tempo che si erano prefissati per ridare alla zona il decoro che merita sarebbe stato poco, troppo poco. 



Erano solo una decina, i volontari, ma la buona volontà c’era, e tanto anche l’impegno che li ha visti riempire sacchi e sacchi di lattine, bottiglie vuote e spazzatura varia, incastrate tra i rami fitti degli arbusti e gettate a terra praticamente ovunque tranne che nei posti dove sarebbe più lecito cercarli: i numerosi cestini per i rifiuti posizionati qua e la sul percorso, accessibili a tutti ma troppo spesso vuoti.


La caccia al tesoro si è conclusa con un ricco bottino, ma non ha lasciato la sensazione di vittoria. 

La soddisfazione di aver fatto un buon lavoro, quella si. 

Ma, guardando la moltitudine dei sacchi di pattume portati via da Veritas, il sapore che si poteva sentire era quello della sconfitta.

La sconfitta che vive una società che non sembra essere in grado di insegnare ai propri figli il rispetto per l’ambiente, per i propri pari e, non ultimo, il rispetto per se stessi.


Se, osservando la spazzatura di una persona, vedendo ciò che butta, si può capire che tipo di vita faccia, quali i suoi interessi, quali le sue passioni; osservando i rifiuti trovati abbandonati si possono fare ben magre considerazioni su quali siano le cose che sembrano coinvolgere i giovani, e forse anche meno giovani, che frequentano la passeggiata sul Lusenzo.

Si dice che un'immagine valga più di mille parole e questa in calce dice praticamente tutto.