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domenica 16 maggio 2021

Pulizia a Ca' Roman - 16 maggio 2021

 Oggi, domenica 16 maggio, è stata una giornata all'insegna della pulizia di Ca' Roman, riserva naturalistica e non semplicemente oasi. 


Qui, come ci conferma il dottore forestale responsabile della LIPU, Luca Mamprim, da più di un anno e mezzo non si fa pulizia, a causa della pandemia. Ciò ha portato ad un accumulo di rifiuti importante, facendo raccogliere ai volontari circa 170 sacchi di sporcizie varie oltre a 24 boe di galleggiamento e altro ciarpame in pessime condizioni.


Più di un centinaio di persone sono intervenute, a partire dall'Associazione ambientalista Amico Giardiniere, che ha organizzato l'evento, ai volontari dei Retake di Padova, a un gruppo di biologi marini oltre a numerose persone che si sono aggregate all'iniziativa, provenienti soprattutto dal padovano e da zone della laguna. Presenti anche tre membri della lista Obbiettivo Chioggia.

Per giungere alla località di Ca' Roman, oltre a tre barchini messi a disposizione dai volontari del gruppo, è intervenuto il bragozzo Ulisse che ha traghettato numerosi volontari a titolo gratuito. 

Al termine dalla mattinata , in poco più di due ore, i sacchi di pattume sono stati portati nel punto di raccolta convenuto con Veritas.

Mamprin, ha ricordato l'importanza della riserva, unica nel veneziano, sottolineando l'impossibilità di gestire la pulizia del territorio con i mezzi e gli attrezzi tradizionali, in quanto troppo fragile e delicato è l'ecosistema che qui convive. Serve la mano e l'occhio dell'uomo, in modo da poter discernere ciò che è immondizia da ciò che non lo è. Ciò vale soprattutto in questo momento essendo stagione di nidificazione. 


Al termine i rifiuti sono stati vagliati dai volontari di Venice Calls che li hanno suddivisi per tipologia, contati e pesati per poter monitorare il tipo e la quantità di rifiuto che arriva sulle spiagge di Venezia. Un lavoro immane.

I volontari di Amico Giardiniere hanno chiuso la mattina con l'ormai tradizionale momento di convivialità, possibile grazie alle donazioni degli sponsor 

La prossima pulizia sarà il 20 giugno al Forte San Felice a Sottomarina.


Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

Se lo desideri puoi contribuire: puoi iscriverti all’Associazione dedicandoci il tempo che ritieni necessario, quando puoi e come puoi, o, se preferisci, puoi dare un contributo economico utilizzando il seguente

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martedì 23 marzo 2021

La duna all'Orto Biologico Didattico


Una domenica mattina leggermente ventosa, arricchita da caldi raggi di sole, ha accolto i volontari di Amico Giardiniere nell'area adibita a Orto Biologico Didattico all'interno degli spazi dell'Istituto Caccin.

Il compito della giornata era terminare il lavoro iniziato la settimana prima, per preparare il terreno della duna ad accogliere le nuove piantine autoctone, tipiche dell'ambiente che caratterizza il litorale attorniato dal mare e dalla laguna.


Si è andati giù pesanti di zappa e di rastrello per liberare la duna dall'erba matta ben radicata che aveva invaso l'area, terminando il lavoro di fino con il sarchiatore.


La squadra ha collaborato più che bene, chi dedicandosi alla duna, chi alle vasche dell'orto botanico dove tante verdure stanno crescendo, per la soddisfazione degli alunni che ci si sono dedicati con tanta passione, togliendo le erbe infestanti e facendo un po' di pulizia, chi liberando le siepi, già in fase di gemmazione, dai rovi.


A fine mattinata la duna era stata liberata dalle erbe e preparata per le piantine di ammophila arenaria che, assieme ad altre specie tipiche dell'habitat dunale, domenica verranno messe a dimora.


L'ammophila arenaria è una pianta erbacea, perenne, i cui rizomi possono arrivare a una lunghezza di 90 centimetri. Le infiorescenze sono formate da spighe che fioriscono durante la prima parte dell'estate. È una pianta fittamente cespugliosa che riduce l'azione del vento e protegge la duna dall'erosione.

Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

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domenica 14 febbraio 2021

Raccolta della plastica di San Valentino

Una stupenda giornata oggi per fare una passeggiata tonificante alla diga foranea di Sottomarina. Ci saranno state più di un migliaio di persone a camminare, tutti muniti della loro mascherina, cercando di mantenere le distanze e tornando sui propri passi quando la folla si faceva più intesa.



Una folla a passeggiare e noi quattro a tirare su bottiglie e pezzi di polistirolo tra i massi. A dire il vero loro tre, Paolo, Mauro e Laura, a infilarsi negli anfratti e io a radunare e buttare nei sacchi neri, alcuni dei quali donati da Veritas. Ma d'altronde ho l'agilità di un bradipo e se mi infilassi tra un sasso e altro dovrebbero venire a tirarmi su con un paranco.

Ma cominciamo dal principio.

L'iniziativa è partita anche stavolta dai Green Bei, gli instancabili stacanovisti della pulizia dell'arenile, sempre presenti con qualsiasi condizione meteo. Appuntamento con il solito tam tam nelle pagine social del gruppo, alle due del pomeriggio davanti alla diga, nel parcheggio di cicli e motocicli.

E io alle due sono arrivata, puntuale come un orologio svizzero, mi guardo intorno e non c'è nessuno, nessuno con i sacchi, nessuno con le pinze. Vabbè, mi dico, saranno già andati. Sento se qualcuno dell'Associazione Amico Giardiniere mi da ragguagli e Paolo, il sempre presente Paolo, mi avvisa che sono già in spiaggia.

Perfetto. Tanta era la brama di contribuire alla pulizia che sono arrivati prima del concordato e stanno già lavorando. Quindi mi incammino e già da distante si vede un gruppetto radunato attorno a sacchi pieni, a tanti sacchi pieni, e tra me e me mi chiedo quanto tempo prima siano arrivati per aver già fatto un così abbondante raccolto.


Ma il mistero è presto svelato. Non sono il gruppo radunato dai Green Bei, ma altri ragazzi e parlando con loro scopro che vengono da fuori Chioggia. L'organizzatrice viveva qua ma ora è andata ad abitare fuori lasciando un pezzo di cuore, tanto da riuscire a radunare una quindicina di giovani appartenenti all'associazione Animaliberaction provenienti da Venezia, Padova e Vicenza e portarli qui, a raccogliere il pattume portato dal mare. Si sono fermati un paio di orette circa e sono riusciti a tirare su abbastanza plastica da riempire un bel po' di sacchi.


Nel frattempo i Green Bei e il loro seguito sono arrivati a destinazione. E come previsto dalla locandina, si sono diretti in spiaggia. Noi quattro, avendo visto che erano già passati i ragazzi di Animaliberalaction e che avevano fatto già un po' di pulizia abbiamo deciso di recarci alla diga. Era inutile che stessimo tutti ammassati a portarci via la spazzatura uno con l'altro.
La decisione di andare verso il fanale della diga è stata sensata. Essendo il punto più distante dal punto di raccolta diventa poi stancante portare tutti i sacchi pieni fino a destinazione, dove la Veritas passerà a ritirarli. Di solito ci si ferma un po' prima.

Abbiamo tirato fuori le armi, le pinze per meglio dire. E abbiamo cominciato.

E devo dire che mi sorprendono sempre, io che sono nuova nel gruppo rimango sempre stupita dall'impegno che viene profuso in queste iniziative.

Paolo, non più un giovanotto di primo pelo, Mauro e Laura, hanno cominciato a calarsi tra i massi con un entusiasmo unico, ingaggiando lotte talvolta impari con retine di plastica, pezzi di polistirolo, resti di scarpe, palloni sfondati, cassette di plastica e bottiglie.

Quante bottiglie... alcune sembrava avessero passato decenni tra quei sassi a prendere sole, caldo, freddo e salsedine, incastrate com'erano. Molte vuote, alcune piene di acqua entrata chissà come e svuotate prima di finire nei sacchi, e un paio contenenti chissà che prodotto chimico, lasciate ben chiuse.


Ma ciò che preoccupa di più è il polistirolo. L'azione del mare erode. Hai presente i sassi dei fiumi, belli, tondeggianti, senza bitorzoli, lisci al tatto. Ebbene, se l'acqua negli anni riesce a levigare così un sasso che si stacca dalla montagna, pieno di spigoli, immagina cosa può fare ai pezzi di polistirolo. I più vecchi sembravano avessero sopportato lo stesso trattamento, lisci e tondeggianti com'erano. Ma mentre ciò che viene tolto dai sassi torna alla natura sotto forma di sabbia e pulviscolo, ciò che viene tolto dal polistirolo diventa cibo per i pesci. Tanto cibo per i pesci, troppo. E come è logico che sia entra a far parte della catena alimentare, per cui prima o poi lo ritroveremo a tavola tra una pietanza e l'altra.


Di pezzi di polistirolo ne abbiamo tirati su tanti, a mani nude. Ma mentre recuperarne alcuni è stato relativamente facile, per altri non c'è stato nulla da fare, pezzi troppo piccoli, singole palline di polistirolo a volte, non eravamo attrezzati. D'altronde una associazione di volontariato fa quello che può con i mezzi che ha, e che riesce a racimolare dalle donazioni dei privati; non sempre si possono acquistare gli attrezzi adatti e ci si arrangia.

Comunque tra ridere e scherzare di sacchi noi quattro ne abbiamo fatti su una quindicina. E per portarli al punto di raduno è bastato chiedere.

Sono stati tanti, tra coloro che si stavano godendo la ariosa giornata assolata, ad accettare la proposta di portare un sacco fino a destinazione, alcuni ben volentieri, qualcuno lo si è dovuto incitare un po' di più. Pochi, a dire il vero, ci hanno evitato come la peste, forse sarebbero anche stati disposti a tornare a riva nuotando piuttosto che collaborare. Ma è giusto che ognuno si comporti come si sente di fare, basterebbe non sporcare, così non sarebbe necessario poi pulire.

Chiuso l'ultimo sacco, dopo aver guardato l'orologio ci siamo incamminati verso il punto di ritrovo, carichi dell'ultimo raccolto. Ma la banda dei tre era irrefrenabile e ogni due passi scoprivano altre cose da recuperare, altre bottiglie e altro polistirolo. E quasi al punto di ritrovo abbiamo recuperato il pezzo forte: una enorme boa gialla, utilizzata dai pescatori per segnalare le reti, fortunatamente vuota e ancor più fortunatamente legata alla cima, cosi che Mauro ha potuto trascinarla fino a destinazione.

Ed eccola la banda dei Green Bei, davanti all'enorme quantità di sacchi raccolti.

E come al solito soddisfazione per aver fatto qualcosa di buono e delusione per non poter fare di più.

Per cui grazie a tutti coloro che oggi hanno collaborato a rendere un po' più pulito il nostro mare, gli Animaliberalaction, che sono partiti da lontano, i Green Bei che hanno il potere di radunare decine di persone, e quelli dell'Amico Giardiniere, che ci sono sempre!


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martedì 19 gennaio 2021

Seguendo l'onda

  Seguendo l'onda


Domenica scorsa, 17 gennaio, un grande amore per la città di Chioggia e per l'ambiente ha unito, in zona diga a Sottomarina due gruppi di giovani e di giovani dentro: i GreenBei (i giovani e belli), che hanno dato voce all'appello, e i membri dell'Associazione Ambientalista Amico Giardiniere (i giovani dentro), che all'appello hanno risposto, assieme a tanti e tanti ragazzi.


Recandomi all'appuntamento, fissato per le due del pomeriggio davanti al parcheggio per i cicli ai piedi della diga, incontravo numerosi ragazzi, muniti di pinze e retine, che stavano percorrendo la mia stessa strada.


Il gruppetto si è fatto subito numeroso. Chi arrivava in bicicletta, alla spicciolata, chi con lo scooter. Chi facendo una lunga passeggiata nel freddo e nebbioso primo pomeriggio invernale.


Gli organizzatori si sono presentati: tanto entusiasmo in volti giovani, belli, e semplici. Voglia di fare, di darsi da fare e di coinvolgere altri nel loro amore per l'ambiente.

Ben venga questa gioventù, che riesca a infondere passioni sane e valori spesso dimenticati.


Abbiamo diviso le zone: chi munito di pinze si è recato tra i massi della diga, varcando stretti pertugi per avere la meglio su lattine e bottiglie, e chi ha preso la via della spiaggia, facendosi largo tra dune di alghe portate dal mare per trovare i doni che l'onda ha lasciato.



Attrezzati con i grandi sacchi neri, ormai un must inseparabile delle raccolte sull'arenile, ognun per sè, rispettando le regole del distanziamento e dell'assembramento, tutti muniti di mascherina abbiamo cominciato a raccogliere.

Facile far bottino quando la risacca del mare porta con sè, a morire sulla spiaggia ciò che raccatta onda dopo onda.



Tra le bottiglie, le carte di caramelle, i pezzi di giocattoli, gli innumerevoli blister di pastiglie e  i tanti assorbenti, che fortunatamente il mare ha deterso, sono affioriti detriti anche di grandi dimensioni e di peso importante, come un'asse di una barca con tanto di targa, una boa piena d'acqua e di sabbia, copertoni, gomene. Relitti che, al termine del raduno, con sprezzo della fatica, sono stati portati al luogo di raccolta e accatastati assieme alle decine e decine di sacchi riempiti da ogni fu ben di Dio.

Foto di rito e congratulazioni a tutti, stanchi ma felici di aver fatto qualcosa per il magnifico ambiente in cui viviamo ma che troppo spesso è rovinato proprio da noi stessi (parole di una GreenBei, ma condivisibili da chiunque)


Bene ragazzi, continuate così! Continuiamo così! 

Alla prossima!


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domenica 3 gennaio 2021

 Il primo raccolto dell'anno

Al primo raccolto dell'anno nella zona del Forte San Felice a Sottomarina, si sono dedicati oggi, 3 gennaio 2021, Paolo Penzo e il presidente dell'Associazione Amico Giardiniere, Francisco Panteghini, che, armati dei soliti capientissimi sacchi neri e di tanta buona volontà,

si sono avvicendati nel raccogliere la tanta plastica che, talvolta portata dal mare e talvolta gettata da persone inconsapevoli del danno che può provocare, si sofferma tra gli anfratti della struttura.




Anche questa volta il raccolto è stato purtroppo fruttuoso, in poco più di un'ora i due volenterosi hanno raccolto ben 5 sacchi di rifiuti e perfino due boe.

Ma come dice Francisco: "Il nostro mare ha bisogno di essere ripulito e bisogna darsi da fare"





Anche tu puoi fare la tua parte per ripulire il nostro territorio, la tua spiaggia, i luoghi belli in cui vivi con le persone che ami.

La somma di piccoli gesti gentili può fare la differenza e questo luogo meraviglioso tra mare e laguna se lo merita.


Puoi dedicarti a una passeggiata ecologica, raccogliendo ciò che deturpa il tuo paesaggio e buttando i sacchi del tuo raccolto al più vicino bidone per la spazzatura.

Ma se vuoi farlo in compagnia basta che fai un cenno a Amico Giardiniere chiamando Francisco allo 3287021253 o inviando una mail a info@amicogiardiniere.it