domenica 28 febbraio 2021

Raccolta a San Felice

Una giornata assolata, anche se ventosa, ha accolto i partecipanti alla raccolta dei rifiuti plastici che era stata organizzata nel tratto di diga di San Felice per questa mattina, 28 febbraio, a partire dalle 8:30.

Oltre ai membri dell'associazione Amico Giardiniere, sono intervenuti l'ormai stacanovista e infaticabile gruppo dei Green Bei; il neonato gruppo di Conche di Codevigo PuliAMO Assieme; i Plastic Free Venice Lagoon; l'associazione culturale Caligà di Conche; quattro ragazzi provenienti da Cavarzere, gli Amici di Andrea, e tante altre persone richiamate dall'iniziativa, provenienti  da zone distanti dal territorio clodiense ma legate al nostro ambiente da quell'affetto particolare che Chioggia fa emergere. Una 50ina di persone in totale.

L'obiettivo era raccogliere più plastica possibile tra quella che il mare raduna, durante i suoi processi di marea, tra gli intercapedini che si formano tra i massi che rafforzano la diga. 

Nel rispetto delle norme anticovid, mascherina sempre e distanza pure, i ragazzi si sono diretti presso il tratto di diga oggi al centro dell'attenzione. Dopo aver ricevuto le armi adatte per ingaggiare battaglia col nemico (sacchi e pinze contro i residui plastici) si sono recati presso i luoghi prescelti, ognuno scegliendo la propria zona e cominciando ad accanirsi contro tutto ciò che di plastico si riusciva a individuare. 

I sacchi, donati dall'azienda per i servizi ambientali Veritas, hanno così cominciato a riempirsi di quello che si può definire ormai usuale bottino. Bottiglie, contenitori di plastica e tantissimo polistirolo, oltre a reti, corde, scarpe e troppe bottiglie di birra in vetro.

Quest'ultimo ritrovamento fa riflettere. Abbiamo trovato infatti due "depositi" di bottiglie di birra, una decina di Becks in un intercapedine proprio a filo con il muretto che separa la diga dall'ex zona militare e una quindicina di bottiglie di Ichnusa a una cinquantina di metri di distanza, tutte sullo stesso interstizio. Tutte buttate di recente, date le condizioni di pulizia del vetro e delle etichette. Ciò significa che per alcuni è diventato sistematico e naturale passare una serata in compagnia a bere birra buttando le bottiglie in quello che NON È un bidone di rifiuto, ma un pezzo del territorio in cui viviamo. 

Ed è riguardo a ciò che andrebbero fatte alcune considerazioni, a scanso di facili moralismi, su come si può fare per educare, non solo i ragazzi, ad aver più cura dell'ambiente.

Ma non solo sul tratto di diga i volontari sono potuti intervenire. Infatti, grazie a un associato che ha messo a disposizione il suo barchino Open, alcuni tra noi sono potuti giungere in un tratto di barena e raggruppare rifiuti altrimenti inaccessibili.



A fine mattina, con il sole più a picco e il vento calato, sono stati radunati quasi 110 sacchi di rifiuti plastici che sono stati raccolti nel punto convenuto con VERITAS per il ritiro e successivo smaltimento.


Un ringraziamento particolare va a tutti gli sponsor che hanno sostenuto l'iniziativa: la Darsena Mosella e la Ferramenta FerrCasa che hanno contribuito per le attrezzature; Officina Bergo, Club Bevarassa, Ristorante Antico Toro, Panificio Moretto, Panificio Vianello e Pasticceria Penzo che hanno dato la possibilità di poter, a fine raduno, rifocillare le truppe intervenute.

Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

Se lo desideri puoi contribuire: puoi iscriverti all’Associazione dedicandoci il tempo che ritieni necessario, quando puoi e come puoi, o, se preferisci, puoi dare un contributo economico utilizzando il seguente

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domenica 21 febbraio 2021

Amico Giardiniere va in trasferta

 Oggi alcuni membri dell'associazione hanno fatto loro la causa di un nuovo gruppo di sostenitori dell'ambiente, i PuliAMO Assieme, gruppo che da qualche settimana organizza interventi ecologici nella zona lagunare affacciata a Conche di Codevigo.

L'area è conosciuta nella zona come Cason Munerati ma dai chioggiotti è nota come La Valesina, un bellissimo tratto di argine che si estende lungo uno spettacolo tipico della laguna, le barene. Unica area di un interesse turistico nel comune.

Bellissimo tratto se non fosse una delle aree dove convergono le correnti cariche di plastiche che qui finiscono col depositarsi. E infatti, lo spettacolo che ci accoglie è alquanto desolante. Il tratto ai piedi dell'argine è sepolto da centinaia di bottiglie e da chili e chili di polistirolo, che, in mare, possono provocare danni enormi, soprattutto nel momento in cui, a forza, cominciano il loro ciclo nella catena alimentare. 

 

Stavolta le pinze non servono, non bisogna frugare tra gli scogli; è tutto lì, esposto alla vista, alla mercè delle intemperie, del sole e dei cambi di temperature, tutti fattori che portano la plastica a deteriorarsi velocemente.

Il gruppo dei PuliAMO Assieme non è ancora un gruppo organizzato, si tratta di un gruppetto di una decina di amici, di persone sensibili all'argomento "ambiente" che, messaggiando su Whatsapp, ha cominciato a radunare un po' di anime illuminate per pulire il territorio.

La coordinatrice del gruppo è Elisa Mattiazzi che sta promuovendo, anima e corpo, le attività, con l'aiuto del suo compagno, William Nordio, presidente dell'associazione culturale "Caligà". E mentre lei continua a raccogliere plastiche varie William si dice piacevolmente stupito di quante persone abbiano risposto all'appello; è sorpreso del fatto che siano presenti, guanti alle mani, anche il sindaco Francesco Vessio, il vicesindaco Ettore Lazzaro e due consiglieri; ed è felice nel vedere la presenza attiva di tanti bambini che con il loro entusiasmo riescono a coinvolgere di volta in volta più coetanei. 

Alla fine della mattina i sacchi raccolti sono innumerevoli; si sono resi necessari più viaggi da parte dell'autocarro messo a disposizione, per essere depositati al punto di raccolta, da dove partiranno per essere smaltiti




Il prossimo appuntamento è già stato deciso, l'opera di pulizia riguarderà l'area attorno al Forte San Felice a Sottomarina il giorno 28 febbraio.
Siamo certi che in molti risponderanno all'appello. I PuliAMO Assieme hanno già oggi dato la loro adesione all'iniziativa.
Se vorrai intervenire anche tu, noi ti accoglieremo a braccia aperte.

Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

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sabato 20 febbraio 2021

Benvenuta tra i nostri sponsor, Darsena Mosella



Le associazioni di volontariato vivono grazie ai contributi delle persone sensibili che ne apprezzano gli intenti e l'impegno nel raggiungere gli obiettivi che si prefiggono.

Sono tante le aziende del territorio che aiutano donando fondi o utensili e attrezzi in modo da permettere ai volontari di dare il meglio nel tempo libero che mettono a disposizione. Tempo che spesso è troppo poco per portare a termine qualcosa di significativo, ma nel quale l'aiuto di mezzi adeguati permette di raggiungere un risultato migliore.

In vista della pulizia dell'area del Forte San Felice che si terrà il 28 febbraio, l'Associazione Amico Giardiniere ha visto la necessità di rimpinguare la scarsa cassetta degli attrezzi, in cui molti utensili mostrano i segni dell'usura e la necessità di essere sostituiti.

I membri dell'Associazione hanno pensato di chiedere agli sponsor che ormai da tempo li seguono un aiuto per poter sostituire gli arnesi più vetusti e l'aiuto è prontamente arrivato.

Nonostante il periodo non proprio florido per molte attività, sono stati elargiti fondi, congegni nuovi e perfino pasticcini per rifocillare chi parteciperà alla raccolta della plastica il giorno del raduno.

Ma un nuovo sponsor è entrato a far parte dei sostenitori dell'Associazione, si tratta di una delle imprese fiore all'occhiello del nostro territorio, la Darsena Mosella.

Il titolare, Ivano Boscolo Bielo, ha risposto subito all'invito a collaborare alle attività di Amico Giardiniere, riconoscendo l'importanza dell'opera dei volontari nel sensibilizzare un'attenzione e una cura maggiori al territorio e all'ambiente in cui viviamo.

In un incontro svoltosi stamattina presso il bar InDiga tra Ivano Bielo, Francisco Panteghini, presidente dell'Associazione e Paolo Penzo, vicepresidente, la Darsena Mosella ha elargito a Amico Giardiniere una cospicua donazione che verrà usata per l'acquisto di attrezzi che potranno essere adoperati, non solo dai membri dell'associazione, ma anche da chi, pur non facendone parte, ne avrà necessità per portare avanti il lavoro di pulizia di diga, arenili e luoghi pubblici in autonomia.


Quindi grazie alla Darsena Mosella, e a tutti gli altri sponsor che da sempre collaborano non solo con l'Associazione Amico Giardiniere ma anche con tutte le associazioni di volontariato del territorio con l'aiuto delle quali Chioggia può essere migliore.


Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

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domenica 14 febbraio 2021

Raccolta della plastica di San Valentino

Una stupenda giornata oggi per fare una passeggiata tonificante alla diga foranea di Sottomarina. Ci saranno state più di un migliaio di persone a camminare, tutti muniti della loro mascherina, cercando di mantenere le distanze e tornando sui propri passi quando la folla si faceva più intesa.



Una folla a passeggiare e noi quattro a tirare su bottiglie e pezzi di polistirolo tra i massi. A dire il vero loro tre, Paolo, Mauro e Laura, a infilarsi negli anfratti e io a radunare e buttare nei sacchi neri, alcuni dei quali donati da Veritas. Ma d'altronde ho l'agilità di un bradipo e se mi infilassi tra un sasso e altro dovrebbero venire a tirarmi su con un paranco.

Ma cominciamo dal principio.

L'iniziativa è partita anche stavolta dai Green Bei, gli instancabili stacanovisti della pulizia dell'arenile, sempre presenti con qualsiasi condizione meteo. Appuntamento con il solito tam tam nelle pagine social del gruppo, alle due del pomeriggio davanti alla diga, nel parcheggio di cicli e motocicli.

E io alle due sono arrivata, puntuale come un orologio svizzero, mi guardo intorno e non c'è nessuno, nessuno con i sacchi, nessuno con le pinze. Vabbè, mi dico, saranno già andati. Sento se qualcuno dell'Associazione Amico Giardiniere mi da ragguagli e Paolo, il sempre presente Paolo, mi avvisa che sono già in spiaggia.

Perfetto. Tanta era la brama di contribuire alla pulizia che sono arrivati prima del concordato e stanno già lavorando. Quindi mi incammino e già da distante si vede un gruppetto radunato attorno a sacchi pieni, a tanti sacchi pieni, e tra me e me mi chiedo quanto tempo prima siano arrivati per aver già fatto un così abbondante raccolto.


Ma il mistero è presto svelato. Non sono il gruppo radunato dai Green Bei, ma altri ragazzi e parlando con loro scopro che vengono da fuori Chioggia. L'organizzatrice viveva qua ma ora è andata ad abitare fuori lasciando un pezzo di cuore, tanto da riuscire a radunare una quindicina di giovani appartenenti all'associazione Animaliberaction provenienti da Venezia, Padova e Vicenza e portarli qui, a raccogliere il pattume portato dal mare. Si sono fermati un paio di orette circa e sono riusciti a tirare su abbastanza plastica da riempire un bel po' di sacchi.


Nel frattempo i Green Bei e il loro seguito sono arrivati a destinazione. E come previsto dalla locandina, si sono diretti in spiaggia. Noi quattro, avendo visto che erano già passati i ragazzi di Animaliberalaction e che avevano fatto già un po' di pulizia abbiamo deciso di recarci alla diga. Era inutile che stessimo tutti ammassati a portarci via la spazzatura uno con l'altro.
La decisione di andare verso il fanale della diga è stata sensata. Essendo il punto più distante dal punto di raccolta diventa poi stancante portare tutti i sacchi pieni fino a destinazione, dove la Veritas passerà a ritirarli. Di solito ci si ferma un po' prima.

Abbiamo tirato fuori le armi, le pinze per meglio dire. E abbiamo cominciato.

E devo dire che mi sorprendono sempre, io che sono nuova nel gruppo rimango sempre stupita dall'impegno che viene profuso in queste iniziative.

Paolo, non più un giovanotto di primo pelo, Mauro e Laura, hanno cominciato a calarsi tra i massi con un entusiasmo unico, ingaggiando lotte talvolta impari con retine di plastica, pezzi di polistirolo, resti di scarpe, palloni sfondati, cassette di plastica e bottiglie.

Quante bottiglie... alcune sembrava avessero passato decenni tra quei sassi a prendere sole, caldo, freddo e salsedine, incastrate com'erano. Molte vuote, alcune piene di acqua entrata chissà come e svuotate prima di finire nei sacchi, e un paio contenenti chissà che prodotto chimico, lasciate ben chiuse.


Ma ciò che preoccupa di più è il polistirolo. L'azione del mare erode. Hai presente i sassi dei fiumi, belli, tondeggianti, senza bitorzoli, lisci al tatto. Ebbene, se l'acqua negli anni riesce a levigare così un sasso che si stacca dalla montagna, pieno di spigoli, immagina cosa può fare ai pezzi di polistirolo. I più vecchi sembravano avessero sopportato lo stesso trattamento, lisci e tondeggianti com'erano. Ma mentre ciò che viene tolto dai sassi torna alla natura sotto forma di sabbia e pulviscolo, ciò che viene tolto dal polistirolo diventa cibo per i pesci. Tanto cibo per i pesci, troppo. E come è logico che sia entra a far parte della catena alimentare, per cui prima o poi lo ritroveremo a tavola tra una pietanza e l'altra.


Di pezzi di polistirolo ne abbiamo tirati su tanti, a mani nude. Ma mentre recuperarne alcuni è stato relativamente facile, per altri non c'è stato nulla da fare, pezzi troppo piccoli, singole palline di polistirolo a volte, non eravamo attrezzati. D'altronde una associazione di volontariato fa quello che può con i mezzi che ha, e che riesce a racimolare dalle donazioni dei privati; non sempre si possono acquistare gli attrezzi adatti e ci si arrangia.

Comunque tra ridere e scherzare di sacchi noi quattro ne abbiamo fatti su una quindicina. E per portarli al punto di raduno è bastato chiedere.

Sono stati tanti, tra coloro che si stavano godendo la ariosa giornata assolata, ad accettare la proposta di portare un sacco fino a destinazione, alcuni ben volentieri, qualcuno lo si è dovuto incitare un po' di più. Pochi, a dire il vero, ci hanno evitato come la peste, forse sarebbero anche stati disposti a tornare a riva nuotando piuttosto che collaborare. Ma è giusto che ognuno si comporti come si sente di fare, basterebbe non sporcare, così non sarebbe necessario poi pulire.

Chiuso l'ultimo sacco, dopo aver guardato l'orologio ci siamo incamminati verso il punto di ritrovo, carichi dell'ultimo raccolto. Ma la banda dei tre era irrefrenabile e ogni due passi scoprivano altre cose da recuperare, altre bottiglie e altro polistirolo. E quasi al punto di ritrovo abbiamo recuperato il pezzo forte: una enorme boa gialla, utilizzata dai pescatori per segnalare le reti, fortunatamente vuota e ancor più fortunatamente legata alla cima, cosi che Mauro ha potuto trascinarla fino a destinazione.

Ed eccola la banda dei Green Bei, davanti all'enorme quantità di sacchi raccolti.

E come al solito soddisfazione per aver fatto qualcosa di buono e delusione per non poter fare di più.

Per cui grazie a tutti coloro che oggi hanno collaborato a rendere un po' più pulito il nostro mare, gli Animaliberalaction, che sono partiti da lontano, i Green Bei che hanno il potere di radunare decine di persone, e quelli dell'Amico Giardiniere, che ci sono sempre!


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domenica 31 gennaio 2021

Commento dei Giardinieri BioEtici sulle potature all'Isola dell'Unione

Il neo presidente dell'associazione nazionale Giardinieri BioEtici, Andrea Iperico di Imola, ha accettato cortesemente l'invito del prof. Francisco Panteghini di fare un'analisi e una riflessione sugli interventi della Cooperativa Giotto su alberi e arbusti all'Isola dell'Unione (Chioggia, VE) del gennaio 2021. Ecco l'intervento integrale del maestro giardiniere Andrea Iperico. Le foto sono state scattate durante e dopo il lavoro della cooperativa nel parco a nord dell'isola dal prof. Panteghini e la proprietà e riproduzione sono riservate al suo consenso (per info potete scrivere a mediatorelementare@gmail.com).
"Il verde urbano ma anche quello privato hanno un valore collettivo che va tutelato. Il patrimonio arboreo comune si tutela con le buone pratiche e con le buone pratiche si tutelano anche le risorse economiche della collettività. Le buone pratiche arboricolturali tutelano le risorse economiche, un bene collettivo (il verde urbano), la salute dei cittadini in termine di sicurezza, salute ambientale e di conseguenza salute fisica. Quando un verde urbano (in questo caso gli alberi ma non solo) viene gestito male, ecco che si ha uno spreco di denaro pubblico e un peggioramento della sicurezza e della qualità della salute pubblica e ambientale."
"In pratica paghiamo per danneggiarci da soli. Gli alberi urbani sicuramenti vivono in luoghi antropizzate che possono condizionare il loro sviluppo e le interazioni con l’ambiente circostante, per questo, per far si che non si possano venire a creare situazioni di rischio, la loro gestione deve essere oculata e valutata a seconda dei casi. Per l’albero in questione, un Populus alba, non so se ci sia una perizia di stabilità di tipo strumentale che possa giustificare un intervento di potatura necessaria o tassativa ma se anche nel caso ci fosse, l’intervento eseguito non rispetta alcun parametro di logica ne di tecnica arboricolturale corretta. La potatura serve per accompagnare la pianta nel suo processo di evoluzione morfofisiologica che lo porterà attraverso vari stadi vegetativi."
"In alcuni casi potrebbe riguardare anche interventi di riduzione della chioma ma il tutto deve essere fatto in maniera organica e funzionale alle esigenze dell’albero e non dell’uomo soprattutto perché la pianta riconosce solo le sue necessità morfofisiologiche e non quelle dell’uomo. Un intervento sbagliato crea degli squilibri vegetativi di tipo ormonale e strutturale che possono danneggiare l’albero e renderlo non più adatto alla convivenza con l’uomo in quanto ad esempio, una potatura scorretta oltre ad aprire vie a patogeni fungini che causano il decadimento del legno (carie) con rischi di crolli di rami o branche, può favorire (stimolare) la formazione di rami epicormici (cioè nati da gemme latenti presenti nella corteccia) che non hanno un attacco solido e quindi a forte rischio di rottura con conseguente aumento del rischio di danni a cose o a persone."
"In questo caso non è stata rispettata la morfologia della chioma, sono stati praticati tagli internodali e falsi tagli di ritorno che non faranno altro che stravolgere l’equilibrio ormonale con proprio la produzione di rami epicormici, in quella formazione conosciuta come scopazzi, che dovranno tassativamente essere regolamentati da interventi periodici di potatura,( che non dovrebbero andare oltre i due anni) e a controlli di stabilità per verificare lo stato di salute della pianta stessa al fine di tutelare l’incolumità altrui in quanto il danno è stato fatto.
Ed ecco che oltre al danno economico e ambientale anche la beffa del dover continuare a spendere per un bene pubblico che è stato danneggiato e che non sarà più come prima. Non ci si può sottrarre alle proprie responsabilità quando si gestisce male un patrimonio pubblico tra cui anche il verde urbano."
"Potare male un albero equivale ad avere la stessa negligenza che ad esempio c’è stata con la gestione del Ponte Morandi che alla fine è crollato uccidendo 43 persone. Quando crolla un albero il più delle volte la responsabilità andrebbe cercata tra chi aveva la responsabilità di gestire correttamente il verde pubblico e non è stato capace di farlo. Gli alberi in città non sono pericolosi, è pericolosa la loro cattiva gestione che viene perpetrata dalle ditte del verde in complicità con le amministrazioni pubbliche.
Per gestire gli alberi occorre aggiornarsi e formarsi sulle corrette tecniche di gestione. Gestire correttamente gli alberi ed il verde pubblico contribuisce ad avere vantaggi economici per la collettività, benefici sulla salute, sulla sicurezza, sull’ambiente"

Andrea Iperico
Presidente dell'associazione nazionale Giardinieri BioEtici
www.giardiniere.bio

sabato 23 gennaio 2021

Capitozzature di arbusti e abbattimenti di 9 alberi all'isola dell'Unione

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a numerosi interventi di manutenzione del verde al parco dell'isola dell'Unione. L'associazione ambientalista Amico Giardiniere ha protestato con l'Ufficio del verde per le modalità e l'entità. La scorsa settimana tutti gli arbusti del parco dell'Unione sono stati capitozzati, ovvero privati completamente della chioma con pochi colpi di motosega.

Ricordiamo che questo tipo di intervento è specificamente vietato dal regolamento del verde in vigore dal 2018. La capitozzatura è vietata in quanto pratica dannosa che riduce la vita media delle piante predisponendole a malattie fungine e rotture improvvise. Il regolamento del verde inoltre prevede le sanzioni per chi danneggia il verde pubblico. Per questo il presidente di Amico Giardiniere, prof. Francisco Panteghini, ha interpellato l'ufficio del verde putroppo senza risposta.

Citiamo dal regolamento del verde pubblico della città di Chioggia art. 9. Potature :"Sono vietati gli interventi sugli alberi pubblici che ne alterino la struttura in maniera sostanziale, ne compromettano la crescita, ne pregiudichino la sopravvivenza, quali, ad esempio: a) la capitozzatura o la potatura drastica"

Dal punto di vista delle sanzioni la capitozzatura viene equiparata al valore di un abbattimento: capo VI art. 24 "VIOLAZIONE SANZIONE PECUNIARIA, Abbattimento di alberatura pubblica senza autorizzazione da € 50,00 a € 500,00" Nonostante ripetuti fatti passati ad oggi la sanzione pecuniaria non è mai stata comminata. Ad esempio l'associazione denunciò la capitozzatura di tutti i pruni del parcheggio vicino la chiesa di S.Giovanni a Borgo. Quattro alberi morirono ma la denuncia non portò a nulla, pur sapendo chi aveva effettuato il lavoro.

Siamo al limite della farsa: capita a volte che paghiamo con soldi pubblici chi danneggia il nostro stesso patrimonio. Stiamo ancora aspettando lumi dai tecnici comunali ma purtroppo i lavori sull'isola sono proseguiti lunedì 18 e martedì 19 gennaio abbattendo ben 9 alberi, pini e ailanti, e potando severamente un pioppo bianco che non ne aveva bisogno. Dalle ceppaie di vede in 8 casi su 9 legno sano e compatto. Inoltre il parco è meta abituale del presidente Panteghini che non ha notato nessun pericolo tale da giustificare tutti questi abbattimenti nell'area est del parco.

L'Associazione ha quindi chiesto di poter visionare le perizie che giustifichino intreventi di tanta veemenza. E' una triste realtà che il nostro patrimonio arboreo diminuisce ogni anno. Infatti nel 2020 sono stati abbattuti oltre 90 alberi senza procedere a nuovi impianti e sembra che anche quest'anno non sia partito meglio. Ricordiamo che sugli abbattimenti l' art. 11. del regolamento del verde indica che "Il Comune si impegna ad evitare l’abbattimento di alberi a meno che non sia assolutamente necessario. Gli abbattimenti di alberature pubbliche e private sottoposte a vincolo non sono ammesse, tali abbattimenti devono preventivamente essere autorizzati e seguiti dalle Autorità competenti."

Mentre aspettiamo pubblici chiarimenti dai tecnici comunali che dovrebbero supervisionare il lavoro delle cooperative teniamo gli occhi aperti e invitiamo i cittadini a vigilare su viali e parchi. Potete chiamare il 328 7021253 o condividere sulla nostra pagina Facebook eventuali segnalazioni.

martedì 19 gennaio 2021

Seguendo l'onda

  Seguendo l'onda


Domenica scorsa, 17 gennaio, un grande amore per la città di Chioggia e per l'ambiente ha unito, in zona diga a Sottomarina due gruppi di giovani e di giovani dentro: i GreenBei (i giovani e belli), che hanno dato voce all'appello, e i membri dell'Associazione Ambientalista Amico Giardiniere (i giovani dentro), che all'appello hanno risposto, assieme a tanti e tanti ragazzi.


Recandomi all'appuntamento, fissato per le due del pomeriggio davanti al parcheggio per i cicli ai piedi della diga, incontravo numerosi ragazzi, muniti di pinze e retine, che stavano percorrendo la mia stessa strada.


Il gruppetto si è fatto subito numeroso. Chi arrivava in bicicletta, alla spicciolata, chi con lo scooter. Chi facendo una lunga passeggiata nel freddo e nebbioso primo pomeriggio invernale.


Gli organizzatori si sono presentati: tanto entusiasmo in volti giovani, belli, e semplici. Voglia di fare, di darsi da fare e di coinvolgere altri nel loro amore per l'ambiente.

Ben venga questa gioventù, che riesca a infondere passioni sane e valori spesso dimenticati.


Abbiamo diviso le zone: chi munito di pinze si è recato tra i massi della diga, varcando stretti pertugi per avere la meglio su lattine e bottiglie, e chi ha preso la via della spiaggia, facendosi largo tra dune di alghe portate dal mare per trovare i doni che l'onda ha lasciato.



Attrezzati con i grandi sacchi neri, ormai un must inseparabile delle raccolte sull'arenile, ognun per sè, rispettando le regole del distanziamento e dell'assembramento, tutti muniti di mascherina abbiamo cominciato a raccogliere.

Facile far bottino quando la risacca del mare porta con sè, a morire sulla spiaggia ciò che raccatta onda dopo onda.



Tra le bottiglie, le carte di caramelle, i pezzi di giocattoli, gli innumerevoli blister di pastiglie e  i tanti assorbenti, che fortunatamente il mare ha deterso, sono affioriti detriti anche di grandi dimensioni e di peso importante, come un'asse di una barca con tanto di targa, una boa piena d'acqua e di sabbia, copertoni, gomene. Relitti che, al termine del raduno, con sprezzo della fatica, sono stati portati al luogo di raccolta e accatastati assieme alle decine e decine di sacchi riempiti da ogni fu ben di Dio.

Foto di rito e congratulazioni a tutti, stanchi ma felici di aver fatto qualcosa per il magnifico ambiente in cui viviamo ma che troppo spesso è rovinato proprio da noi stessi (parole di una GreenBei, ma condivisibili da chiunque)


Bene ragazzi, continuate così! Continuiamo così! 

Alla prossima!


Abbiamo fatto tanto, ma possiamo fare molto di più.

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